I bisogni dell’alunno: AIPER

Ascoltare un bambino non significa solo cercare di capire le sue
parole ma anche riuscire a decifrare il suo linguaggio non verbale per
comprendere i suoi bisogni.
Carlo Lepri in Diventare grandi propone un acronimo per
chi desidera affrontare il compito educativo dell’insegnante in modo
consapevole e autorevole ascoltando i bisogni dell’alunno.

L’acronimo è formato da cinque lettere e vuole essere una serie di
suggerimenti. Le cinque lettere corrispondono alle iniziali delle parole
Accoglienza, Immaginario, Progetto Educazione, Ruolo: AIPER.

A come ACCOGLIENZA

La parola Accoglienza si riferisce alla necessità psicologica di essere
accettati, ospitati e riconosciuti; nel processo educativo essere accoglienti
non vuol dire rinunciare al proprio punto di vista, alle proprie convinzioni o
al proprio ruolo in favore di una sorta di disponibilità totale nei confronti
dell’altro ma significa rendersi conto e stabilire un rapporto empatico nel
quale il proprio punto di vista sia ben fermo accanto alla disponibilità di
ospitare, di “tenere dentro di sè” l’altro.

I come IMMAGINARIOP come PROGETTO

L’Immaginario è la facoltà di anticipare attraverso il sogno un buon
Progetto: l’etimologia della parola in latino proicere è letteralmente gettare
avanti ed è il modo attraverso il quale la mente si avvicina alla realtà per
trasformarla. Il progetto è una sorta di educazione del desiderio grazie al
quale si è disposti ad incontrare fatica e le avversità se c’è sostegno.

E come EDUCAZIONER come RUOLO

Gli obiettivi dell‘Educazione sono quelli di favorire la crescita,
l’autonomia e l’autodeterminazione della persona. Il processo educativo è
orientato a favorire la transizione verso il mondo degli adulti.

In questo passaggio alla vita dei grandi è di fondamentale importanza
il tema del Ruolo per la formazione dell’identità. Il ruolo e ciò che lega il
singolo individuo alla complessità sociale e regola i rapporti tra le persone

attraverso i ruoli alle persone adulte si assegnano dei compiti.

Non c’è identità senza ruoli e, senza ruoli non c’è inclusione sociale.

Per approfondire :

C. LEPRI, Diventare grandi. L’identità adulta delle persone con disabilità intellettiva,
Erickson, Trento, 2020

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